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Xylella: il no del TAR Lazio

Con ordinanza cautelare 159 del 6 marzo 2019, la sezione II Ter del TAR Lazio ha respinto il ricorso presentto dal CODACONS e da altre associazioni avverso la delibera della Giunta della Regione Puglia n. 1890 del 24 ottobre 2018, avente ad oggetto “Azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa per il 2018-2019, in applicazione della decisione di esecuzione (UE) 789/2015 smi e, in parte qua, decreto del 13 febbraio 2018 adottato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Le ragioni del diniego sono diverse: “- l’impugnazione del d.m. 13/02/18 (che radica la competenza territoriale di questo Tribunale) è tardiva;

– come evidenziato in altre ordinanze cautelari emesse da questo Tribunale (Tar Lazio n. 4340/18; TAR Lazio n. 4330/18) il gravato decreto ministeriale risulta coerente con quanto previsto nelle decisioni nn. 789/15 e 2352/17 della Commissione Europea (si veda, in particolare, l’art. 6 della decisione n. 789/15 che impone allo Stato interessato di adottare ogni misura “in grado di contribuire all’eradica-zione dell’organismo specificato”) e l’individuazione di tali misure rientra nella discrezionalità tecnica dell’autorità amministrativa competente sindacabile in sede giurisdizionale solo in caso di palesi illogicità ed incongruenze, nella fattispecie non ravvisabili;

– il metodo alternativo di contrasto alla Xylella, prospettato nella prima censura, non risulta validato a livello ufficiale dalle competenti autorità;

– la scelta di non effettuare il test di conferma per le piante che sono situate in aree in cui la presenza di piante infette è stata già ufficialmente accertata con la doppia analisi è congrua e coerente con i principi di economicità e buon andamento dell’azione amministrativa;

– a pari conclusione deve pervenirsi in relazione all’abbattimento senza analisi delle piante infette che è previsto dalla delibera impugnata solo su segnalazione ed assenso del proprietario e solo in zone in cui la presenza dell’infezione è stata già rilevata in precedenti monitoraggi;

– l’eradicazione delle piante risulta coerente con gli artt. 3 bis, 6 e 14 della decisione UE n. 789/15;

– l’esigenza di tutela dell’ambiente, prospettata nel gravame, deve essere contemperata con altri diritti fondamentali alla cui tutela sono finalizzate le misure propugnate dalla gravata delibera in piena coerenza con le statuizioni dei competenti organi comunitari;

– la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 comma 661 l. n. 145/18 è irrilevante in quanto gli atti impugnati non sono stati emanati in attuazione della disposizione in esame (che, infatti, è successiva)”.

Il Tribunale amministrativo non ha ancora, ovviamente, definito il merito della controversia, ma è significativa l’esposizione di tante ragioni del diniego del provvedimento cautelare.

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