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Venezia libera!

Nella GURI n. 79 del 1° aprile 2021 è stato pubblicato il decreto legge 1 aprile 2021, n. 45, che, tra l’altro, riguarda anche l’avvio delle procedure di individuazione di attracchi per le rotte turistiche e commerciali di grosso cabotagio, a Venezia.

La finalità della normativa in questione (art. 3) è quella di salvaguardare le eccellenze culturali, paesaggistiche ed ambientali della città lagunare e di consentire l’attività crocieristica, turistica e commerciale, mediante conservazione – per quanto possibile – delle attuali rotte.

Entro il 1° giugno, l’Autorità portuale dell’Adriatico Settentrionale dovrà, in applicazione di tale decreto legge, avviare “un concorso di idee articolato in due fasi, ai sensi dell’articolo 156, comma 7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, avente ad oggetto l’elaborazione di proposte ideative e di progetti di fattibilita’ tecnica ed economica relativi alla realizzazione e gestione di punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna di Venezia utilizzabili dalle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate e dalle navi portacontenitori adibite a trasporti transoceanici“. A tale scopo, sono stanziati 2 milioni e 200.000 euro.

La polemica

Il provvedimento recentemente assunto su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e del Ministro della cultura è un primo passo verso la riprogrammazione degli attracchi croceristici e commerciali nella laguna.

L’argomento in questione ha – da anni – suscitato polemiche di vario genere, acuite da che, nel 2019, una grossa nave da crociera urtò una banchina a Piazza San Marco.

Il Turismo crocieristico sviluppa(va) qualcosa come 280 milioni di euro l’anno (Il sole 24 Ore, “Venezia, il business delle grandi navi e lo stop in laguna annunciato per fine giugno”, di Nicoletta Cottone, 3 giugno 2019).

Tuttavia questa attività, particolarmente invasiva, negli ultimi anni si era dimostrata finanche pericolosa, stante il susseguirsi di piccoli, ma significativi, incidenti dovuti al passaggio delle grosse navi, le quali determinano anche un moto ondoso potenzialmente lesivo delle architetture urbane e dei valoro paesaggisitci ed ambientali laginari.