Velodromo dell’Eur: Tech Ing vince la gara

Con sentenza 21 luglio 2011, n. 4438, la sezione VI del Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi presentati nel 2009 da Eur S.p.a. e da Tech Ing S.r.l. avverso la sentenza TAR Lazio, III bis, n. 2390 del 2009.

Sovvertito il criterio decisionale dei giudici di primo grado: “…in applicazione del principio enunciato da Cons. Stato, Ad. plen., 7 aprile 2011, n. 4, la disamina dell’appello deve partire dalla censura dedotta dall’associazione temporanea TECH ING s.r.l. riproponendo i motivi del ricorso incidentale del primo grado che il Tar non ha esaminato” (ritenendo preminente la domanda – allora proposta dalla appellata – volta ad accertare la legittimità della composizione della Commissione giudicatrice).

Proprio su questo punto si esprime il Consiglio di Stato: “L’art. 84 d.lgs.n. 163 del 2006, dettato a garanzia della trasparenza e dell’imparzialità amministrative nella gara, impedisce la presenza nella commissione di gara di soggetti che abbiano svolto un’attività idonea ad interferire con il giudizio di merito sull’appalto, in grado cioè di incidere sul processo formativo della volontà che ha condotto alla valutazione delle offerte potendone condizionare l’esito.

Tale non può dirsi l’attività preposta ed espletata a tutela del Velodromo, la quale opera a monte ed è strutturalmente e funzionalmente distinta dalla diversa vicenda dell’attività di scelta del contraente per l’appalto per cui è causa.

E’ vero infatti che il Soprintendente, in tale qualità, non ha assunto (né avrebbe potuto assumere) compiti di elaborazione della legge di gara, di progettazione, di esecuzione o di direzione relativamente al contratto in concorso.

Le funzioni esercitate hanno invece un ambito operativo diverso ed esulano dallo specifico appalto”.

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