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Turismo e destinazione d’uso: dove collocare le case per vacanze?

Con sentenza 29 gennaio 2019, n. 4237, la sezione III della Cassazione ha reso importanti chiarimenti in materia di pianificazione paesaggistica, urbanistica e Codice dle turismo, quanto alla realizzazione di edilizia non specificamente detinata a finalità turistico/ricettive.

In punto di fatto, la vicenda trae origine dalla realizzazione, da parte dell’imputato, di un edificio destinato a civile abitazione e, più nello specifico, a case vacanze, nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in un ambito territoriale in cui non è consentita la realizzazione di tale tipologia di immobile.

Niente case vacanze, dunque, ma le disposizioni di pianificazione paesaggistica consentivano la realizzazione di edilizia con finalità turistico/ricettiva. In particolare, nel ricorso presentato dalla Procura della Repubblica alla Suprema Corte, si specifica che “i giudici del riesame avrebbero erroneamente interpretato l’art. 14, comma 6 del Piano Territoriale Paesistico Cilento-costiero, adottato dalla Regione Campania, nella parte in cui consente, per la zona di recupero urbanistico ambientale (RUA), l’edificazione di nuove attrezzature turistico ricettive a rotazione d’uso complementari, ritenendo che tra queste possano legittimamente rientrare le case ed appartamenti per vacanze“.

Secondo la Cassazione, il ricorso della Procura è fondato.

Ad avviso del Collegio, infatti, è da ritenersi che sia giuridicamente errata la compatibilità urbanistica delle opere realizzate (case vacanze), con le disposizioni di piano, posto che il  d.lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del Turismo) garantisce l’esercizio unitario delle funzioni amministrative in materia di turismo, a tale specifico fine opera la classificazione delle strutture ricettive, ma certamente non ha finalità urbanistiche. Orbene, la classificazione del Codice del turismo (v. artt. 8 e ss.), riguarda le strutture ricettive extralberghiere, che possono certamente svolgersi in immobili aventi “anche” destinazione residenziale, ma questo non vuol dire assolutamente che se un piano regolatore o paesaggistico prevede che in una determinata zona territoriale omogenea possa realizzarsi solo edilizia “turistico/ricettiva”, tale debba considerarsi anche un immobile ad uso abitativo per il fatto che, in teoria, ivi si può impiantare una attività ricettiva extralberghiera. Nella fattispecie, le opere insistono in zona RUA (Recupero urbanistico- edilizio e restauro paesaggistico-ambientale) del PTP (Piano Territoriale Paesistico) Cilento-costiero,  il cui art. 14, comma 6 delle Norme di attuazione dispone: “Attrezzature turistico- ricettive. E’ ammessa la possibilità di edificare nuove attrezzature turistiche-ricettive a rotazione d’uso o complementari (impianti ricreativi, impianti sportivi, club nautico, foresteria, sale convegni, sedi di uffici promozionali, agenzie, servizi finanziari e commerciali, talassoterapie, ecc.) mediante piani esecutivi o progetto esecutivo convenzionato progettati nel rispetto dei seguenti parametri; indice massimo di edificabilità territoriale 0,8 mc/mq; altezza massima 7,50 ml; rapporto di copertura fondiario 0,25 mq/mq; non meno del 50% delle aree private scoperte sistemate a verde; non meno del 25% della superficie territoriale sistemata e ceduta gratuitamente al Comune“.

Il piano del Parco, dunque, individua come ammissibili specifiche tipologie di opere aventi particolari finalità; tra queste non figurano le case per vacanza. Dunque, semplicemente dette categorie di opere non possono essere realizzate in tale ambito.

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