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AAA. Ampia metratura, balconatissimo, demilitarizzato, sdemanializzato. Vendesi. No perditempo.

Potrebbe essere questo l’annuncio di vendita di una ex caserma o di un complesso di alloggi dell’ex demanio militare che lo Stato ha recentemente immesso sul mercato.

Il piano straordinario delle cessioni degli immobili pubblici ha come scopo quello di ottenere un gettito di 1,2 miliardi di euro in tre anni. Sono 420 le proprietà immobiliari offerte in vendita, distribuite a tutte le “latitudini”: si va da Venezia a Palermo, passando per Roma.

Il piano prevede l’utilizzo di «strumenti diversificati di cessione e valorizzazione degli immobili. La procedura di selezione dei contraenti già stata avviata per i primi 90 manufatti, per i quali già entro la fine di luglio dovrebbero partire le aste telematiche. Queste si svolgeranno sulla piattaforma informatica del Consiglio Nazionale del Notariato, mentre le informazioni su procedure e vendite saranno disponibili sul sito dell’Agenzia del Demanio , nella sezione “Piano Vendite Immobili dello Stato”.

Un ruolo importante in questa procedura sarà svolto anche dalla Invimit Sgr, una società controllata dal Ministero dell’Economia, che gestirà la dismissione di immobili di provenienza pubblica conferiti ai suoi fondi immobiliari per un importo di circa 610 milioni.

Secondo il comunicato stampa recentemente diramato, “…Una prima tranche delle abitazioni in vendita nelle principali città, quali Roma, Palermo, Firenze ed altre, è già stata pubblicata sulla vetrina immobiliare presente nel sito www.invimit.it unitamente ad una serie di strumenti finalizzati a rendere facilmente accessibile e trasparente il processo (video tutorial, numero verde 800.190.569). A questa procedura di vendita potrà affiancarsi la ricezione di offerte relative all’acquisto di portafogli di asset da parte di singoli investitori, che possono a tal fine richiedere informazioni o fissare incontri di approfondimento contattando la SGR all’indirizzo istituzionale invimitsgrspa@pec.it“. Inoltre, INVIMIT potrebbe costituire ulteriori e diversi fondi immobiliari, partecipati in via diretta e destinati ad essere immessi successivamente sul mercato.

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Il rinnovo tacito della concessione demaniale

Con sentenza 27 febbraio 2019, n. 1368, la VI sezione del Consiglio di Stato ha fatto il punto della situazione in merito a rinnovo e proroga delle concessioni demaniali marittime, in merito all’acquisizione delle opere pertinenziali realizzate dal concessionario in vigenza della concessione e, infine, in merito al contrasto di detti istituti con i principi del diritto dell’Unione Europea.

Secondo il consiglio di Stato, successivamente alla sentenza “Prontoimpresa” (Corte di Giustizia dell’Unione Europea 14 luglio 2016, n. 458/14, 67/15), qualunque norma abbia l’effetto di reintrodurre il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime è da ritenersi illegittima per contrasto con il principio di libertà di stabilimento del diritto dell’UE, indipendentemente dal fatto che tale disposizione sia stata specificamente presa in considerazione dalla Corte di Giustizia nella predetta sentenza.