Provvedimenti Covid Serie A

Sospensione delle partite di calcio per COVID

Uno degli aspetti che ha maggiormente interessato la cronaca sportiva di questi giorni è rappresentato dalla sospensione delle partite di calcio per COVID.

La questione sorge dalle decisioni assunte da alcune ASL territoriali di determinare una sospensione delle attività agonistiche delle squadre di calcio nelle quali si sono manifestati casi di COVID.

Questo problema ha interessato anche la Lega Calcio, che, sul punto, ha assunto un orientamento contrario ad ogni ipotesi di sospensione del calendario e, come effetto collaterale, delle partite interessate.

La Lega, in particolare, con circolare del 6 gennaio 2022, ha disposto che se le squadre interessate dispongono di almeno 13 giocatori, dei quali almeno uno deve essere un portiere, tra giocatori della prima squadra e giocatori del settore “Primavera”, allora non è possibile disporre alcun rinvio delle partite.

Sulla base di tale orientamento, la Lega ha anche avviato diverse impugnative, finalizzate a contestare i provvedimenti delle ASL, sulla base del presupposto per cui il rinvio delle competizioni sportive rappresenta un evento ostacolato dal componimento del calendario del campionato di calcio.

I “risultati”.

I ricorsi pendenti dinanzi ai vari Tribunali amministrativi territoriali hanno – per lo più – trovato riscontro favorevole, seppur in sede del tutto sommaria ed ante causam.

In particolare, sono stati temporaneamente sospesi i provvedimenti adottati dalle ASL “Friuli Centrale” (Udinese) e Città di Torino (Torino). Il TAR Salerno (Salernitana) ha sospeso il provvedimento della ASL Salerno solo a far data dal 9 gennaio 2022 (tant’è che si è giocata la gara contro il Verona). Non è stato, invece, sospeso il provvedimento della ASL di Bologna (Bologna).

Ovviamente i provvedimenti adottati dai TAR interessati dalle impugnative in questione sono consistiti in decreti cautelari, non assunti in contraddittorio e, dunque, potenzialmente suscettibili di revisione.

Conclusioni.

Difficile dire se i provvedimenti cautelari in questione saranno confermati in sede collegiale. Certo è che, almeno per ora, non sembra esservi concordia tra i vari tribunali amministrativi in ordine a quale debba essere l’interesse meritevole di tutela.

Al momento attuale, tuttavia, appare decisamente più convincente la posizione del TAR Emilia Romagna, il quale ha sottolineato come, soprattutto in un fase processuale scevra dal contraddittorio “risulta necessariamente prevalente… la tutela dell’interesse pubblico fondamentale alla salvaguardia della sicurezza sanitaria collettiva rispetto all’interesse privato, economico e sportivo fatto valere in giudizio dalla [Lega Calcio]”.