rudere, rigenerazione urbana

Rigenerazione urbana 2022: a che punto siamo?

A partire dal 31 marzo 2022 non sarà più possibile presentare progetti di rigenerazione urbana finanziabili secondo il DM 21 febbraio 2022.

Candidabili sono i Comuni con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti (anche in forma riunita) e quelli che non erano risultati beneficiari dei precedenti stanziamenti.

I progetti ammissibili devono riguardare interventi di:

  • manutenzione per il riuso di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti, per finalità di interesse pubblico;
  • decoro urbano, miglioramento del tessuto sociale e del decoro ambientale (interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, sviluppo dei servizi sociali, culturali, educativi e didattici, promozione delle attività culturali e sportive);
  • mobilità sostenibile.

La nozione (che non c’è) di rigenerazione urbana.

A livello nazionale e regionale non esiste, al momento, un concetto unitario e generale di “rigenerazione urbana”.

Attualmente il disegno di legge 1131, presentato l’11 marzo 2019, prevede una definizione di rigenerazione urbana.

Questa dovrebbe consistere in “un complesso sistematico di trasformazioni urbanistiche ed edilizie in ambiti urbani su aree e complessi edilizi caratterizzati da degrado urbanistico edilizio, ambientale o socio-economico”.

Le leggi regionali.

Anche a livello di normativa regionale la rigenerazione urbana non ha una definizione univoca.

Nel Veneto, ad esempio, la legge di riferimento è la 14 del 4 aprile 2019 meglio nota come Veneto 2050, che, però, non fornisce una definizione di “rigenerazione” urbana.

Anche nel Lazio la l.r. 18 luglio 2017, n. 7 non fornisce una definizione di rigenerazione urbana.

Al contrario, in Lombardia, la l.r. 26 novembre 2019, n. 18 definisce sia la rigenerazione urbana che la rigenerazione territoriale. In particolare, all’art. 2 della legge in questione è stabilito che deve intendersi per:

  • rigenerazione urbana: l’insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che possono includere la sostituzione, il riuso, la riqualificazione dell’ambiente costruito e la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso il recupero delle aree degradate, sottoutilizzate o anche dismesse, nonché attraverso la realizzazione e gestione di attrezzature, infrastrutture, spazi verdi e servizi e il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, in un’ottica di sostenibilità e di resilienza ambientale e sociale, di innovazione tecnologica e di incremento della biodiversità dell’ambiente urbano;…
  • …rigenerazione territoriale: l’insieme coordinato di azioni, generalmente con ricadute sovralocali, finalizzate alla risoluzione di situazioni di degrado urbanistico, infrastrutturale, ambientale, paesaggistico o sociale che mira in particolare a salvaguardare e ripristinare il suolo e le sue funzioni ecosistemiche e a migliorare la qualità paesaggistica ed ecologica del territorio, nonché dei manufatti agrari rurali tradizionali, per prevenire conseguenze negative per la salute umana, gli ecosistemi e le risorse naturali.”.