Responsabile la p.a. per le spese sostenute dai malati

La Regione deve rimborsare i cittadini affetti da particolari patologie, costretti a sostenere esami diagnostici presso centri privati, in assenza di una struttura convenzionata.
In particolare, nel caso deciso dal Giudice di pace di Lecce, un gruppo di malati di cancro era stato costretto a rivolgersi ad uno studio privato, per sottoporsi ad una diagnosi per immagini (PET/TC), a causa dell’assenza di una struttura convenzionata o pubblica in grado di assicurare l’esame a costo zero-
Il motivo di tale scelta necessitata era rinvenibile nel fatto che la Regione – unitamente ad altre amministrazioni titolate a prendere parte al relativo procedimento – aveva omesso di portare a termine le verifiche per l’accredito di strutture in possesso del macchinario diagnostico necessario.
Conseguenza del mancato perfezionamento dell’iter burocratico di “accredito” è l’impossibilità per gli ammalati di chiedere il rimborso delle spese sostenute (tra gli 800 ed i 1000 euro circa per ogni esame), proprio a causa della mancata certificazione, da parte dell’amministrazione regionale, in ordine alla sussistenza dei requisiti minimi strutturali.
Il Giudice leccese ha accolto la doglianza dei malati, in base alla quale il diritto al trattamento sanitario gratuito è garantito dalla Costituzione.
E’ stata, invece, rigettata la eccezione sollevata dalla Regione in ordine al fatto che i malati interessati si sarebbero potuti rivolgere ad un ospedale pubblico esterno alla provincia di loro residenza.

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