quartiere Coppedé

Roma: il “quartiere Coppedè” è un “bene culturale”

Con decreto del Ministero per i beni culturali 8 gennaio 2020 è stato imposto un vincolo storico-culturale su parte del Quartiere Trieste (qui la cartografia della perimetrazione generale, che ingloba gran parte del “quartiere Coppedè”).

Lo scopo del provvedimento ministeriale è di tutelare il patrimonio immobiliare riconducibile all’opera del Coppedè.

Questo vincolo potrebbe avere importanti ricadute per i proprietari di immobili che rientrano nel suo perimetro, soprattutto da due punti di vista:

  • a fini urbanistico-edilizi (dovendosi ottenere l’assentimento preventivo della Soprintendenza per l’effettuazione di talune categorie di intervento);
  • a fini “tributari” (in ipotesi, i beni sottoposti a vincolo culturale potrebbero aver diritto ad uno sconto IMU, applicabile a seconde case, uffici ed immobili non adibiti a “prima casa”).

Sugli immobili oggetto di un provvedimento di vincolo storico ed artistico l’IMU viene applicata con una riduzione del 50%; tanto prevede, infatti, la legge n. 160/2019 ed in particolare l’art.1, comma 747, lettera “a)” di detta legge.

Orbene, il provvedimento ministeriale in questione sembrerebbe avere tutte le caratteristiche idonee a determinare una consistente riduzione di imposta, in relazione a tutti gli immobili (pensiamo ad uffici, negozi e fabbricati non destinati a “prima casa”) che sono assoggettati a prelievo.

Se sei interessato a valutare la possibilità che un immobile di tua proprietà rientri nella normativa vincolistica inerente il Quartiere Coppedè ed a capire se questo provvedimento comporterà per te un vantaggio o uno svantaggio.

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