Più reti, meno acquisizioni e fusioni

Nell’attuale scenario economico italiano, risulta sempre più evidente la crisi dell’M&A (operazioni di fusione ed acquisizione di imprese), in specie nel settore “estero su Italia”, tendenza, questa, che non dovrebbe invertirsi nel 2013.

Contemporaneamente, però, si assiste ad un crescendo dell’export nazionale, export che, peraltro, dovrebbe continuare a mantenere un trend positivo anche nel 2013.

In definitiva, almeno in questo momento storico, le imprese italiane sembrano destare  poco interesse per gli investitori stranieri (e le cause le conosciamo: crisi dell’euro, alto costo di acquisizione del capitale, elevata pressione fiscale, ecc.), essendo imprese competitive sui mercati esteri.

La sfida che attende le imprese italiane pare, dunque, essere quella di proiettarsi sui mercati esteri, operazione, questa, non insormontabile per le grandi società, ma molto più complessa e costosa per le imprese più piccole.

Occorre, allora, reperire uno strumento (giuridico ed economico), che metta in grado anche le imprese più piccole di affacciarsi sui mercati esteri.

La rete di imprese, infatti, può rappresentare uno strumento valutabile per quanti hanno interesse a sfruttare il trend positivo del made in Italy all’estero, riducendo, però, i costi ed il rischio di fallimento dell’iniziativa e facendo in modo che nessuna impresa perda la propria individualità.

Il “fattore-rete”, in conclusione, si candida a diventare un argomento importante per quanti stanno pensando ad allargare il proprio campo di azione imprenditoriale.

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