OSP a Roma

OSP a Roma: si alle fioriere in “zona UNESCO”

Come evidenziato in un precedente articolo, nel Comune di Roma la Delibera di Assemblea Capitolina n. 216 del 30 dicembre 2020, che ha istituito il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, introdotto dall’art. 1, comma 816, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

La disciplina del nuovo canone patrimoniale di concessione per l’occupazione di suolo pubblico e delle relative tariffe è contenuta nel Regolamento approvato dall’Assemblea Capitolina con deliberazione n. 21 del 24 marzo 2021, in attuazione di detta Delibera.

Il Regolamento detta la disciplina generale del canone. La questione delle modalità di occupazione è, in particolare, affidata non solo alle disposizioni regolamentari, ma anche agli Allegati A-D del Regolamento.

Nel caso di specie, viene in esame l’Allegato D, denominato “Catalogo arredo urbano commerciale”, che contiene le tipologie di arredi utilizzabili all’interno delle varie fasce nelle quali è suddiviso il territorio comunale.

OSP a Roma e zona UNESCO.

Ai fini dell’applicazione della disciplina delle OSP a Roma, il territorio cittadino è, infatti, suddiviso in tre fasce: la fascia della “Città storica” ricadente all’interno del Sito UNESCO (sottoposta alla massima tutela), la “Città storica” esterna all’area di tutela UNESCO e la restante area urbana.

Proprio con riguardo all’ambito di estensione delle disposizioni più rigide afferenti alla Città storica – UNESCO si è recentemente pronunciato il TAR Lazio, con sentenza 25 gennaio 2022, n. 806 emessa dalla sezione II Ter.

Con questa sentenza il TAR Lazio ha reso importanti precisazioni in ordine all’estensibilità delle previsioni, in ordine alla tipologia di arredi collocabili su area pubblica, relative alla “fascia UNESCO”, ove queste non siano specifiche e puntuali nell’individuazione delle aree urbane in essa incluse.

Nel caso, insomma, in cui una determinata strada o piazza, pur ricadendo all’interno della fascia UNESCO, non sia annoverata tra quelle espressamente assoggettate alla tutela di zona, quale normativa locale in tema di OSP è ad essa applicabile?

I principi di diritto.

Secondo il TAR, in queste ipotesi prevale il principio di frammentarietà e di certezza del diritto, rispetto alla previsione pianificatoria.

In particolare, i Giudici di Via Flaminia, decidendo una tale fattispecie, hanno affermato che “…la disciplina riguardante l’arredo urbano tiene effettivamente conto di tre ambiti territoriali: il sito Unesco; la città storica escluso il sito Unesco; ed il Suburbio, specificando che negli ambiti del sito Unesco e della Città Storica sono stati individuati specifici toponimi, definiti “luoghi con arredo omogeneo” rispetto ai quali, al fine di perseguire una maggiore uniformità visiva, è limitata la scelta delle tipologie di arredo consentite.

Ora, è vero che le fioriere indicate nell’elenco individuano come zona di ubicazione esclusivamente il Suburbio; ma è altresì vero che tra i “luoghi con arredo omogeneo” ricadenti all’interno del sito Unesco non è riportata, tra i toponimi, la via […]; in altre parole, detta via non sembra ricadere tra i luoghi per i quali è previsto un arredo omogeneo e per i quali è possibile collocare solo uno degli specifici tipi delle fioriere che sono riportati nell’elenco.

Ne consegue che appare corretta una interpretazione secondo la quale la fioriera da collocarsi in via […] deve essere conforme ad uno dei tipi indicati nell’elenco, senza che possa pervenirsi alla conclusione che all’interno di tutto il sito Unesco non siano collocabili fioriere”.

Conclusioni.

In altri termini, l’elenco delle strade e delle piazze ricadenti in fascia UNESCO e l’elenco degli arredi ivi indicati, ai fini dell’applicazione della normativa in materia di OSP a Roma hanno portata dirimente, quanto al regime giuridico applicabile, ma sono anche insuscettibili di applicazione estensiva.

La sentenza del TAR Lazio è condivisibile; certamente le amministrazioni comunali hanno la possibilità di adottare la loro propria regolamentazione attuativa in materia di OSP, prevedendo, a seconda delle specificità del caso, le più idonee modalità operative. Tuttavia, questo non deve far perdere di vista il fatto che anche l’attività di impresa è riconducibile a precetti costituzionali (ed anche eurounitari), in relazione ai quali deve comunque essere prestata attenzione nella gestione del patrimonio pubblico.

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