OSP occupazioni di suolo

Revisione dei piani di massima occupabilità: si può fare

Con sentenza 30 marzo 2022, n. 3641, il TAR Lazio, sezione II ter, ha affermato l’obbligo di provvedere in ordine alle istanze di revisione dei piani di massima occupabilità.

Come noto, tali piani hanno natura di atti pianificatori, perché indirizzati ad una pluralità indifferenziata di soggetti.

Tuttavia, tale loro natura non autorizza Roma Capitale a non provvedere alla domanda di loro revisione, in presenza di mutamenti della situazione di fatto che li ha originati.

La revisione dei Piani di massima occupabilità.

I PMO sono stati previsti dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 103/2004, in materia di occupazione di suolo pubblico.

Secondo il TAR Lazio, questi sono strumenti di pianificazione destinati esclusivamente agli esercenti l’attività di somministrazione di alimenti e bevande.

Pur perseguendo obiettivi generali (tutelare gli “interessi pubblici relativi alla circolazione, igiene, sicurezza, estetica, ambiente e tutela del patrimonio culturale”), i PMO sono sempre stati approvati previa ricognizione delle attività commerciali.

La normativa comunale, poi, prevede un’apposita disciplina per la revisione dei PMO.

Il Regolamento capitolino stabilisce, infatti, che la revisione può avvenire in caso di modifiche normative o per il mutamento delle condizioni di fatto.

Siccome, quindi, è normata la possibilità di revisione dei PMO, è anche esperibile l’azione avverso il silenzio sulle domande di revisione.

L’andamento del mercato ed i PMO.

Secondo stime accreditate, la provincia di Roma è, nel Lazio, quella con la performance peggiore in termini di chiusura di attività commerciali.

Giocoforza, se le attività commerciali sono diminuite di numero, nel 2021 rispetto al 2020, anche le occupazioni di suolo pubblico è plausibile che siano diminuite.

Tale situazione è potenzialmente idonea ad invocare una revisione dei PMO nelle strade in cui si è verificata.

Dalla sentenza che si annota si apprende che sussiste l’obbligo per Roma Capitale di dare seguito ad istanze di tal genere, ove ne sussistano i presupposti.

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  1. […] sospendere la presentazione delle proposte di revisione dei PMO fino al 30 giugno […]

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