grata su strada

Occupazione di suolo pubblico: quando non si paga il canone?

Uno dei problemi che si ripropongono con riguardo alla materia dell’occupazione di suolo pubblico è il rapporto tra l’uso del suolo e la sua proprietà.

Accade, infatti, che un suolo di proprietà privata venga, nel tempo, utilizzato dalla collettività, pur in assenza di un procedimento di espropriazione.

Cosa accade, quindi, nel caso in cui sul suolo privato aperto al pubblico passaggio esistevano grate o altre simili collocazioni?

Secondo la Corte d’Appello di Roma, se le grate erano state autorizzate, non si può applicare la normativa sull’occupazione di suolo pubblico.

Occupazione di suolo pubblico e proprietà privata.

Nel caso deciso dalla Corte d’Appello, il Comune di Roma aveva domandato il pagamento del COSAP ad un condominio, per alcune grate “a raso” su suolo di proprietà condominiale aperto al pubblico passaggio.

La risposta della Corte è stata nel senso della non debenza del canone, perché le grate in questione erano state autorizzate con la licenza edilizia, rilasciata decenni addietro per la realizzazione dello stabile condominiale.

L’uso pubblico successivamente ingeneratosi per l’apertura al pubblico passaggio dell’area di proprietà condominiale non è, quindi, idoneo a modificare il regime giuridico delle grate.

Un conto è, infatti, l’apertura al pubblico transito della proprietà privata, un conto è la preesistente insistenza delle grate su tale porzione di suolo.

A Roma niente canone per le aree private.

Il caso deciso dalla Corte d’Appello era riferito alla previgente normativa comunale di Roma, che assoggettava a canone le aree private di “uso pubblico”.

Nel 2020, però, la normativa comunale è stata modificata, in seguito all’entrata in vigore della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha istituito il canone unico.

Il nuovo regolamento comunale prevede che solo l’occupazione di suolo pubblico è soggetta al canone e non anche l’occupazione di suolo “di uso pubblico”.

Dunque, con il nuovo regolamento le grate e le strutture affini, relative a locali sotterranei (cantine e parcheggi, per esempio) non scontano il canone unico.

Lo stesso discorso vale, come chiarito in altra sentenza, per le autorimesse private “ove non ricorrano opere che evidenzino una qualche sottrazione della superficie all’uso pubblico”.

Aggiornamento.

Anche secondo la Corte di Cassazione vale il principio per cui il canone OSP: “trova applicazione, con riguardo ad opera realizzata su fondo privato asservito a pubblico passaggio, solo se la realizzazione sia posteriore a detto asservimento” (Cass. civ. sez. trib., ord. 15 marzo 2022, n. 8289).

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  1. […] tale decisione, il Tribunale ha affermato che, in caso di occupazione abusiva, il pagamento delle somme corrispondenti al canone non ha alcun effetto […]

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