La mappa mondiale del business angeling secondo AngelList

Su facebook sto seguendo, da qualche tempo, la pagina di googleventures (la più recente trovata di Google: una piattaforma di lancio, di caratura planetaria, di imprese nascenti e nuove iniziative economiche).

Una delle “nuove entrate” è AngelList. Si tratta di un sito che raccoglie informazioni su imprese nascenti (le così dette start up) e le propone al pubblico mondiale dei possibili investitori (business angels).

AngelList rappresenta solo l’ultimo esempio di una pratica molto diffusa in America (il finanziamento di attività imprenditoriali con capitale privato, raccolto direttamente presso il pubblico, in inglese “crowdfounding”), che anche in Italia aveva avuto il suo “quarto d’ora di celebrità” (fino al giorno in cui qualcuno si è messo in testa di mettere mano alla normativa di riferimento e di “inventare” l’obbligo di coinvolgere banche & affini nelle operazioni di crowdfounding).

Ebbene, AngelList opera a livello mondiale, per imprese di tutto il mondo e, di conseguenza, mette a disposizione degli interessati un archivio – liberamente consultabile – di start up.

Avendo a disposizione tempo, voglia (ed ADSL), mi sono divertito a cercare quante start up si sono candidate in giro per il mondo.

Questa è la classifica delle mie ricerche oziose e casuali:

Stato              start up totali                      start up finanziate per almeno il 30%

Italia                19                                              0

Turchia           13                                               3

Regno unito    84                                              4

Singapore       11                                               1

Olanda             11                                              0

Canada             90                                             5

In sintesi, pur nella limitatezza della ricerca, l’Italia è il fanalino di coda, sia come numero delle imprese finanziate per una quota significativa, sia come rapporto tra abitanti e numero di imprese candidate su questo sito.

D’accordo, le cifre che ho messo in colonna non sono una statistica, né rappresentano il risultato di una ricerca condotta in modo scientifico (ma nemmeno pretendono di esserlo).

Solo, mi domando, possibile mai che, quando si parla di imprese e di capitali investiti nelle start up italiane, da qualche parte uno “zero” lo si debba trovare per forza?

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