La concessione demaniale in Albania

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E’ quantomeno dal 2016 che l’Italia deve “fare i conti” con la sentena Prontoimpresa e la direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali. Tale regime si applica (o almeno dovrebbe applicarsi) in tutta Europa. Ma come sono regolate le concessioni demaniali al di fuori dei confini dell’UE? A tal riguardo, abbiamo preso a paragone la normativa albanese e le sorprese non mancano.

In Albania, la normativa fondamentale è rappresentata dalla legge 25 aprile 2013, n. 125, in materia di public private partnership e di concessioni demaniali. La legge albanese prevede che le concessioni pubbliche demaniali siano affidate a privati per svariati motivi (tra i quali anche l’avvio e lo sviluppo di iniziative turistiche). Alla base dell’affidamento vi è il criterio della trasparenza e della pubblicità della scelta del contraente. Fondamentalmente, i criteri di avvio della procedura di assegnazione del contratto di concessione sono due: la domanda avanata spontaneamente dall’operatore economico interessato e l’avvio della procedura da parte dell’amministrazione aggiudicatrice (lo Stato o le amministrazioni locali).

In Albania la durata massima delle concessioni pubbliche è di 35 anni dalla data di sottoscrizione del contratto. Inoltre, il contratto può essere ceduto a terzi, purchè tale cessione non comporti una diminuzione delle garanzie di esecuzione del contratto (e, ovviamente, purché il cessionario possegga le medesime caratteristiche dell’aggiudicatario). E’, inoltre, possibile ricorrere al subappalto, per la realizzazione dei lavori afferenti alla concessione, nonchè alla istituzione di una SPV.

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