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Le ville pubbliche a Roma

Competenza ed incompetenza istituzionale nella manutenzione e nella gestione delle ville pubbliche della Capitale.

Roma. L’avvio di un “tavolo tecnico” che dovrebbe riguardare il c.d. restyling di Villa Chigi ha recentemente acceso il dibattito sullo stato delle ville pubbliche romane e sulla responsabilità del degrado perdurante ed incontrollato.

Attualmente Villa Chigi (quella ipoteticamente interessata da questo non meglio chiarito “restyling”) è ridotta a parco giochi, sì, ma per vandali ed a campo di corsa per cani senza guinzaglio.

Ma di chi sono le responsabilità istituzionali in materia di manutenzione delle ville cittadine? Era proprio necessario questo “tavolo tecnico”?

Forse no. Facciamo il punto della situazione, quanto a competenza istituzionale nella manutenzione e nella gestione delle ville comunali di Roma.

La competenza.

Nella normalità dei casi, è il Dipartimento Tutela Ambientale ad essere competente per la programmazione e la manutenzione delle grandi ville comunali, tranne che queste non siano parte di Parchi e Riserve Naturali.

Lo Statuto capitolino (ed in particolare l’art. 26, comma 9, lett. F) affida ai Municipi la gestione dei “servizi relativi alla manutenzione delle aree verdi di interesse locale, con esclusione delle aree archeologiche, dei parchi e delle ville storiche”.

Il Regolamento del decentramento amministrativo (art. 69) stabilisce che i Municipi sono competenti per la manutenzione (ordinaria e straordinaria) di aree verdi minori di 20.000 mq e per la concessione in uso a terzi, tramite convenzione, delle aree minori di 10.000 mq. Il Dipartimento è, invece, competente per la programmazione di nuove aree verdi, per la manutenzione delle ville storiche e delle aree verdi più estese o che insistono sul territorio di diversi municipi, nonché per la manutenzione straordinaria delle aree verdi di arredo e complemento alla viabilità.

Villa Chigi ha un’estensione pari a 5 ettari (50.000 metri quadri) ed è anche una villa “storica”. Quindi la competenza per manutenzione e gestione è solo del Dipartimento. L’elenco aggiornato delle aree verdi “municipali” e di quelle “dipartimentali” lo si trova sul sito del Comune di Roma e su quello dell’Agenzia ACOS (Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma Capitale).

Te lo do io il restyling

L’affidamento dei lavori di “restyling” o, se del caso, la scelta di un soggetto al quale affidare in concessione una porzione di villa da destinare ad attività di somministrazione e vendita di alimenti e bevande presuppongono scelte programmatorie ed anche amministrative.

Il vero punto di partenza, da questo punto di vista, è il bando di gara.

E se questo non avviene?

In teoria, la manutenzione delle ville potrebbe essere svolta in modo spontaneo anche da associazioni, enti del terzo settore, comitati e persino cittadini singoli, in accordo con il Dipartimento. E’ l’art. 190 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 che prevede tale possibilità, disciplinando il c.d. “baratto amministrativo”.

Purtroppo, però, questo istituto giuridico – applicato un pò ovunque in Italia – non ha mai convinto l’attuale sindaco di Roma.

Se, invece, si tratta di avviare uno sfruttamento economico delle aree verdi, potrebbe anche partire dal basso una simile iniziativa, ad esempio nelle forme del “project financing”, istituto disciplinato dagli artt. 179 e segg. del medesimo d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

Insomma, gli strumenti giuridici ci sono, basterebbe applicarli (e saperli applicare).