IV Conto energia: il problema delle serre è alla radice (delle scelte normative)

Il TAR del Lazio ha annullato l’art. 14, comma 2 del DM 5 maggio 2011, norma che stabiliva che – quanto a serre fotovoltaiche – il rapporto tra la proiezione al suolo dei moduli fotovoltaici e la superficie della copertura non potesse superare il 50%, al dichiarato fine di garantire la coltivazione.

Tale limite di copertura, avente natura discrezionale, per essere ritenuto legittimo, avrebbe dovuto rispettare il canone della congruità e dimostrare l’esistenza di un nesso di consequenzialità tra presupposti e finalità perseguite.

Evidentemente così non è stato, posto che la norma dichiarata illegittima ha finito, paradossalmente, con il rendere inservibili le serre alla conduzione del fondo.

Il perché è facile da intendere. Imporre un limite costruttivo “unico”, per tutto il territorio nazionale, caratterizzato da zone metereologiche e microclimatiche assai diverse tra Nord e Sud (ma questa non è una scoperta recente), non è certamente coerente con il fine di tutelare la coltivazione sottostante. In parole povere, la stessa identica coltivazione impiantata, ad esempio, in Lombardia, dovrà rispondere a “regole” proprie della attività colturale completamente differenti da quelle che “vigono” in Sicilia, regole che, se non rispettate, certamente porteranno ad un decremento della qualità o della quantità del prodotto finale.

Dunque, fissare un limite di copertura della superficie di terreno agricolo “unico”, ugualmente valido da Nord a Sud, equivale a disconoscere la reale finalità delle serre: coltivare proficuamente il terreno.

Dopo questa sentenza toccherà al Ministero competente ridisegnare i contorni del IV Conto energia, ma certamente la decisione sopra descritta è destinata a far discutere, perchè, di fatto, accerta che vi è stato un errore, anche significativo, nella predisposizione della normativa di riferimento.

Viene da domandarsi, infatti, se i soggetti che hanno ottenuto l’erogazione delle tariffe incentivanti proprie del IV Conto energia, per lo svolgimento di attività agricole in serra, non saranno “tentati” di verificare se proprio la imposizione del sopra descritto limite di copertura non ha loro determinato un significativo danno economico.

Se così fosse, non sarebbe sorprendente un aumento del contenzioso finalizzato ad ottenere ristoro della perdita economica patita a causa della cattiva formulazione di una normativa tecnica che, potenzialmente, ha già nociuto alla conduzione dei fondi sottostanti alle serre, decrementandone la capacità produttiva.

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