IMU e beni consortili

IMU e beni consortili

I beni strumentali detenuti dai consorzi di bonifica, funzionali allo svolgimento delle loro funzioni istituzionali, non sono soggetti al pagamento dell’IMU, dovendo essere accatastati nella categoria “E/9”.

I consorzi di bonifica sono enti pubblici che svolgono funzioni di interesse pubblico e, di conseguenza, non sono soggetti che svolgono attività commerciale o industriale.

Questi i principi che si ricavano dalla bella sentenza CTR Veneto, n. 1337/2021, che riguarda il caso di un consorzio di bonifica indebitamente assoggettato a prelievo, relativamente alle idrovore, ai canali non navigabili, agli argini ed ad altri beni ad esso affidati.

IMU e beni consortili: la tesi della Cassazione.

Con diverse pronunce depositate tra il 2014 ed il 2019, la sezione V della Corte di Cassazione ha affermato che i consorzi di bonifica sono da considerare “concessionari” di beni pubblici.

Tale tesi ha comportato l’adozione di diversi avvisi di accertamento da parte di molte amministrazioni comunali, che hanno ritenuto di individuare nella “concessione” anzidetta il nesso tra IMU e beni consortili.

La tesi della Cassazione si fonda sul presupposto per cui la normativa statale in materia di bonifica, nonostante non preveda alcuna forma di concessione, sia essa stessa un provvedimento concessorio, alla stregua di un qualunque contratto.

Nondimeno, a dispetto della tesi della Suprema Corte, con circolare del 5 marzo 2020 l’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale del Catasto, ha affermato che le idrovore e gli altri beni strettamente indispensabili per la bonifica non possono essere ritenuti immobili “industriali” o “commerciali” e devono essere accatastati in categoria E/9.

Conclusioni.

La tesi della Cassazione è quantomeno discutibile. La legge, infatti, non è un contratto, per la semplice constatazione per cui la volontà delle parti, che è alla base del contratto, non è in alcun modo equivalente al comando legislativo.

La posizione dell’Agenzia delle Entrate mitiga gli effetti dell’interpretazione della Suprema Corte. Accatastando in E/9 i beni consortili afferenti alla bonifica, infatti, si ottiene un restringimento della base imponibile a fini IMU.

Questo rileva anche ai fini dell’applicazione delle sanzioni, siccome il mancato pagamento dell’IMU su idrovore ed impianti di sollevamento accatastati in E/9 non può comportare l’irrogazione di sanzioni.

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  1. […] Consorzi di bonifica, pur non essendo normalmente “concessionari” delle opere loro affidate dalla normativa statale e regionale, sono, in ogni caso, loro […]

  2. […] caso più frequente è quello dei Consorzi di bonifica. Gli immobili nei quali sono ospitate le idrovore e gli impianti di bonifica sono stati al centro […]

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