Decadenza dalla concessione demaniale: il procedimento

Categorie Blog - 博客

E’ interessante la sentenza del TAR Pescara n. 17 del 31 gennaio 2019, per fare il punto della situazione in merito alle garanzie procedimentali che devono sussistere per porre in essere un provvedimento di decadenza dalla concessione demaniale marittima.

Ad avviso del TAR Abruzzo, la pronuncia di decadenza di una concessione demaniale marittima, ai sensi dell’art. 47 cod. nav., ha alla sua base un’inadempienza degli obblighi previsti a carico del concessionario. Tale provvedimento ha indiscutibilmente valenza sanzionatoria.

Di conseguenza, l’intero procedimento di dichiarazione della decadenza deve essere tale da garantire le prerogative partecipative del diretto interessato; garanzie che si esplicano in primo luogo nell’invio di una corretta informativa preliminare al provvedimento. Il concessionario, dunque, deve essere reso edotto dell’avvio del procedimento lesivo delle proprie aspettative giuridicamente protette, che discendono dalla concessione di cui è titolare (v. art. 47, comma 3, Cod. nav.: “Prima di dichiarare la decadenza, l’amministrazione fissa un termine entro il quale l’interessato può presentare le sue deduzioni”).

Inoltre, sempre l’art. 47 Cod. nav. non “impone” all’amministrazione concedente di pronunciare la decadenza, ma le concede una facoltà (mediante la dicitura “può”). In virtù di ciò, l’amministrazione deve valutare la propria decisione, anche in base al canone di proporzionalità, evitando di adottare un provvedimento sproporzionatoe valutando più accortamente la posizione della parte coinvolta.

Nel caso deciso dal TAR Pescara, l’amministrazione concedente aveva prodotto in giudizio la ricevuta di spedizione della PEC con la quale aveva inteso comunicare al concessionario l’avvio del procedimento di decadenza, ma non aveva, invece, prodotto la prova della ricezione di tale PEC. Tale mancanza determina l’illegittimità della dichiarazione di decadenza, per frustrazione delle prerogative partecipative del concessionario. Come ha chiarito la Cassazione, infatti, per le comunicazioni a mezzo PEC la prova della consegna al destinatario è costituita dalla ricevuta di avvenuta consegna e la mancata produzione della ricevuta di consegna della PEC determina l’inesistenza della notificazione (Cass. Sez. lavoro, 7 ottobre 2015, n. 20072).

Peraltro, dopo aver avuto contezza del provvedimento di decadenza, oltre ad impugnarlo, la società ricorrente ha anche aderito al piano di rientro che in tale provvedimento si riteneva erroneamente violato. Di conseguenza, nell’ipotesi in questione non sussistevano i presupposti di adozione del provvedimento di decadenza.

Lascia un commento