Contrordine: Equitalia può notificare le cartelle a mezzo posta

La Commissione tributaria provinciale di Lecce, con sentenza n.  329 dell’8 ottobre 2013 contribuisce (se non altro) ad alimentare il dibattito mai sopito in materia di possibilità/impossibilità per Equitalia di procedere a notifica diretta (cioè, solo con raccomandata) delle cartelle esattoriali.

La sentenza in commento sembra sconfessare un orientamento, di segno contrario, che si stava consolidando anche dalle parti di Lecce, se si tiene conto del fatto che proprio il Tribunale di Lecce (Sezione Galatina), con sentenza n. 204 del 14 giugno 2013, aveva affermato l’inesistenza della cartella esattoriale notificata a mezzo posta.

Certamente c’è incertezza in materia di contenuti ed elementi essenziali delle cartelle di pagamento, incertezza che si avverte anche ai livelli più alti dell’interpretazione giurisprudenziale.

Un caso significativo dell difficoltà di inquadrare in modo organico la materia può essere rappresentato dal contrasto che si è venuto a creare anche nelle aule di Cassazione in materia di motivazione della cartella.

La Suprema Corte (con ordinanza del 3 settembre 2013) ha, infatti, recentemente affermato il principio per cui deve essere annullata la cartella di pagamento affetta da carenza di motivazione, perché “il contribuente deve essere messo al corrente delle ragioni dell’atto impositivo che non può, pertanto, contenere motivazioni stringate” (quali, ad esempio, un laconico “Omesso o carente versamento dell’imposta”). La stessa Suprema Corte, però, aveva recentemente affermato il principio per cui non è da ritenersi un elemento necessario – la cui mancanza può determinare la nullità della cartella – l’esposizione in modo sintetico (e per relationem) delle ragioni che sottendono alla sua adozione.

Interpretazioni altalenanti si riscontrano anche riguardo ad altri elementi formali della cartella di pagamento (e, comunque, degli atti di Equitalia).

Per continuare un articolo che avevo recentemente inserito in questo blog, segnalo un precedente in materia di motivazione della cartella, che va ad alimentare il filone che ora afferma, ora nega, che (a partire dal 2008) la mancata sottoscrizione della cartella da parte del responsabile del procedimento rappresenti un motivo di nullità della cartella. Per la legittimità della cartella, si è, infatti, recentemente pronunciata Cass. civ., sentenza 1644/2013. Per la tesi della nullità della cartella: Cass. sent. n. 10805 del 5 maggio 2010, Commissione Tributaria Regionale di Milano, sentenza n.125/08/11.

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