contratto forma scritta

Contratti con la p.a.: forma scritta e legittimo affidamento

Nei contratti con la p.a., il contenuto effettivo della volontà negoziale deve necessariamente emergere in modo scritto, puntuale e specifico.

Questo l’insegnamento che emerge dalla sentenza n. 303 del 18 marzo 2022 della Corte di appello di Genova, relativa alla controversia tra il Comune di Genova ed una ditta privata.

Oggetto del contendere era la (presunta) transazione tra la società e la p.a., inerente il credito vantato dal Comune per la cessione del diritto di superficie di aree oggetto di un intervento di project financing.

Secondo l’appellante, una delibera della Giunta comunale, recante gli “indirizzi” per la liquidazione della concessionaria avrebbe avuto un contenuto transattivo.

Tale ipotetica transazione avrebbe comportato la rinuncia al credito connesso alla cessione del diritto di superficie in questione.

Contratti con la p.a. e la forma scritta.

Nella sentenza, il Giudice d’appello osserva, in primo luogo, che i contratti con la p.a. devono essere redatti per iscritto e non possono essere sostituiti da atti o comportamenti concludenti.

La forma scritta, per quanto riguarda questa materia, è un requisito imprescindibile, sancito ad substantiam.

Anche gli accordi transattivi rientrano nell’ambito di applicazione di questo principio.

Dunque, nei rapporti con la p.a., le transazioni devono essere redatte per iscritto sotto forma di un formale contratto.

Le delibere adottate dal Consiglio o dalla Giunta comunale, quindi, non sono idonee ad integrare la fattispecie della transazione, essendo atti interni.

Sulla scorta di tale considerazione, la Corte constata pure che nella delibera di che trattasi “non si specifica in alcun modo che il Comune di Genova rinunci al credito relativo alla costituzione del diritto di superficie”.

Contratti con la p.a.: formazione progressiva.

L’affermazione della Corte d’Appello di Genova non rimane isolata.

Anche la Corte d’Appello di Bari, in una sentenza quasi coeva (2155 del 2021) ha negato che l’accettazione formale di una proposta possa costituire un valido contratto con la p.a..

Secondo i Giudici pugliesi, “la proposta irrevocabile formulata dal Comune di Trani… e l’accettazione incondizionata…, non soddisfano evidentemente il requisito della forma scritta “ad substantiam”, necessario per il perfezionamento di contratti con la P.A., in quanto non consacrati in un unico documento contrattuale”.

Nondimeno, la formulazione di una proposta “irrevocabile” da parte della p.a., poi “rielaborata” in autotutela, può comunque integrare i presupposti di responsabilità precontrattuale.

Contratti della p.a.: responsabilità precontrattuale.

Anche la p.a. deve, infatti, rispettare l’art. 1337 cod. civ. ed ossequiare il dovere di buona fede, correttezza, lealtà e diligenza, in rapporto anche all’affidamento ingenerato nel privato.

Questa è pure l’opinione della Corte d’Appello di Milano, che, pronunciatasi con sentenza del 14 marzo 2022, ha affermato lo stesso principio.

Nel caso deciso dai Giudici milanesi, il comportamento scorretto in fase di trattativa riguardava la sottacenza di elementi rilevanti.“La responsabilità precontrattuale della P.A., non è responsabilità da provvedimento, ma da comportamento” e può determinare la condanna al risarcimento del danno per violazione dell’art. 1337 cit..