impianto pubblicitario

Concessioni demaniali e canone pubblicitario

La sezione V della Corte di Cassazione ha recentemente indagato il rapporto che intercorre tra concessioni demaniali ed imposta comunale sulla pubblicità (istituita con d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507).

Secondo la Cassazione, l’art. 5 del suddetto d.lgs. n. 507 del 1993 assoggetta ad imposizione il messaggio pubblicitario attuato “attraverso forme di comunicazione visive o acustiche”, in
quanto espressivo di capacità contributiva, tutte le volte in cui l’uso del segno distintivo travalica la mera finalità distintiva ed è effettuato in un luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico.

In considerazione di ciò, la natura demaniale di un bene “concesso in uso” a terzi (ma poi, a che titolo?) è del tutto irrilevante ai fini dell’assoggettamento della relativa area all’imposta comunale sulla pubblicità. La capacità impositiva del Comune, in materia di imposta sulle affissioni, copre, quindi tutto il “territorio comunale”, incluse le aree oggetto di concessioni demaniali.

Concessioni demaniali ed imposta pubblicitaria.

Il principio espresso dalla sezione V è quello che la Cassazione afferma da anni. Già con sentenza n. 3829 del 2009 la S.C. aveva affermato che “ai fini della delimitazione di un territorio come comunale bisogna avere riguardo ai confini geografici dello stesso e non già alla natura od alla qualità dei beni immobili compresi nel perimetro di quei confini; per nozione scolastica, infatti, “tutto il territorio dello Stato” è ripartito (art. 114 Cost.) tra Regioni, Province e Comuni per cui ciascuna parte di esso è normalmente ad un tempo elemento costitutivo dello Stato, di una Regione, di una Provincia e di un Comune”.

Fondamentale, per comprendere la posizione della Cassazione è la legge 28 gennaio 1994, n. 84 (recante il riordino della legislazione in materia portuale). Questa, con l’art. 6, ha istituito varie Autorità Portuali (il cui numero è stato successivamente ampliato da specifici interventi normativi)

Il DM Trasporti e della navigazione 14 novembre 1994, all’art. 1, ha poi precisato che, all’interno delle aree portuali, l’attività di gestione dei rifiuti è demandata all’Autorità portuale e non ai Comuni. Di conseguenza, questo servizio non è soggetto ad imposizione comunale, ma al potere impositivo dell’Autorità Portuale.

Tuttavia, nell’interpretazione della S.C. conta anche il fatto che il DM 14 novembre 1984 non contempla tra i servizi affidati all’Autorità portuale anche quelli concernenti la regolamentazione dei mezzi pubblicitari.

Di conseguenza, non potendo la Corte concepire il fatto che talune fattispecie siano sottratte all’imposizione per via della frammentarietà della norma impositiva, la soluzione adottata è che gli impianti pubblicitari devono essere sottoposti a tassazione da parte del Comune.

Il canone non cambia il principio.

La tesi della Cassazione può valere sia per le fattispecie regolamentate dalla normativa sopra richiamata (d.lgs. 507/1993), sia per quelle disciplinate dalla l. 160/2019. Quest’ultima legge, quanto alle affissioni sottoposte a pagamento del canone unico, regolamenta in modo sostanzialmente identico la fattispecie.

In particolare, il comma 816 della l. 160/2019 prevede che, a decorrere dal 2021, il canone  patrimoniale  di  concessione, autorizzazione  o  esposizione  pubblicitaria sostituisce (tra l’altro) l’imposta comunale sulla pubblicità, limitatamente alle strade di pertinenza  dei  comuni  e delle province.

Il comma 819, lett. b), prevede, poi, che il presupposto oggettivo di applicazione del canone è “la  diffusione  di  messaggi  pubblicitari,  anche   abusiva, mediante impianti installati su aree appartenenti  al  demanio  o  al patrimonio indisponibile degli enti, su beni  privati  laddove  siano visibili da luogo  pubblico  o  aperto  al  pubblico  del  territorio comunale…”.

Conseguentemente, anche nel caso di affissioni effettuate in luogo pubblico o aperto al pubblico (concessione demaniale), all’interno del “territorio comunale” (incluse le aree portuali e simili), deve essere applicato il canone.