concessioni demaniali e stabilimenti balneari

Concessioni demaniali e manufatti pertinenziali: stop al recupero?

L’affermazione del principio per cui le concessioni demaniali devono essere affidate con gara, a partire dal 2024, ha ricadute anche dal punto di vista della gestione delle pertinenze.

Spesso i manufatti presenti sulle concessioni demaniali sono stati realizzati diversi anni fa e, di conseguenza, possono necessitare di interventi di recupero.

Per favorire la qualità dell’edilizia, il minor consumo di suolo e la rigenerazione urbana, la Regione Lazio (ad esempio), come altre Regioni ha adottato la legge n. 7 del 18 luglio 2017.

Questa legge prevede disposizioni applicabili anche ai manufatti ricadenti nelle aree demaniali marittime e lacuali, ai fini del loro “riordino funzionale”.

Concessioni demaniali e riordino dei manufatti.

L’art. 9 della legge in questione consente ai titolari di concessioni demaniali di chiedere il “riordino funzionale” dei manufatti legittimi o legittimati.

Gli interventi di riordino consistono nella ristrutturazione edilizia, con la possibilità di ridistribuire e rifunzionalizzare i manufatti presenti nelle aree in concessione.

Ora, come per ogni altro intervento edilizio il riordino necessita il preventivo rilascio di permesso di costruire e di ogni altro atto di assentimento.

Uno dei presupposti per l’ottenimento del titolo edilizio è, però, la disponibilità dell’immobile, intesa come situazione giuridicamente rilevante non precaria.

In particolare, la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che il permesso di costruire può essere rilasciato al soggetto che dimostri di avere un titolo di disponibilità – anche temporale – sufficiente per eseguire l’intervento.

La limitatezza della disponibilità temporale delle concessioni demaniali sembra, quindi, essere ostativa al rilascio di titoli edilizi di “riordino funzionale” nel senso sopra detto.

Non è, infatti, prevedibile se l’attuale concessionario risulterà aggiudicatario delle procedure di gara incipienti e, di conseguenza, se avrà ancora un titolo sufficiente a dimostrare la disponibilità del bene oggetto di riordino.

Come “superare” le gare.

In molti, tra i concessionari, si stanno domandando da più tempo se esiste un modo per evitare l’incognita della gara.

La risposta è affermativa; l’ordinamento italiano già codifica uno strumento giuridicamente solido per partecipare in modo decisamente proficuo alle procedure selettive pubbliche.

Se tale metodologia fosse messa in campo, la “paura della gara” verrebbe meno. Tuttavia, al momento, solo pochissimi imprenditori hanno compreso come venire fuori dall’empasse.