concessioni demaniali e stabilimenti balneari

Concessioni demaniali e gare: come vincerle in partenza

Almeno a partire dalla nota sentenza “Melis/Promoimpresa” della Corte UE (C-458/14 e C-67-15), alle concessioni demaniali è stato esteso il regime della concorrenza.

Le concessioni in parola devono, dunque, essere aggiudicate solo a seguito di formale procedura di evidenza pubblica competitiva.

Il principio vale per tutte le concessioni demaniali ed è stato fatto proprio dal Consiglio di Stato già con sentenza della IV sezione n. 1416 del 16 febbraio 2021.

Con le note sentenze nn. 17 e 18 del 9 novembre 2021, il Consiglio di Stato ha ribadito la necessità di espletare regolari gare pubbliche.

In uno scenario del genere, tanti propongono scioperi, rimostranze e picchetti, altri sognano che il politico di turno faccia qualcosa.

Le concessioni demaniali e la concorrenza.

La realtà dei fatti è che la gara è lo strumento attraverso il quale gli attuali concessionari possono conservare, per altri anni, le concessioni demaniali.

Non si tratta di sognare ad occhi aperti, ma di applicare le norme attualmente in vigore in Italia ed in Europa.

La normativa in materia di “gare e mare” già esiste: si tratta dell’art. 134 del Codice dei contratti pubblici.

L’art. 183, disciplina la “finanza di progetto” (project financing), così letteralmente disponendo:

per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, ivi inclusi quelli relativi alle strutture dedicate alla nautica da diporto, inseriti negli strumenti di programmazione formalmente approvati dall’amministrazione aggiudicatrice  sulla base della normativa vigente, ivi inclusi i Piani dei porti, finanziabili in tutto o in parte con capitali privati, le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante concessione ai sensi della parte III, affidare una concessione ponendo a base di gara il progetto di fattibilità, mediante pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione di offerte che contemplino l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a carico dei soggetti proponenti”.

La procedura in parola, pur consistendo in una procedura selettiva pubblica (“gara”) – prevede che questa sia avviata dal soggetto imprenditoriale interessato.

La p.a. procedente, recepita tale proposta, deve porre in gara il progetto, indire una gara alla quale il proponente partecipa ed aggiudicarla al miglior offerente.

Le sostanziali differenze della procedura di project financing rispetto ad una gara pubblica bandita dalla p.a. stanno nel fatto che, come sancisce detto art. 183:

la p.a. “c) pone in approvazione il progetto definitivo presentato dal promotore, con le modalità indicate all’articolo 27, anche al fine del successivo rilascio della concessione demaniale marittima, ove necessaria”.

…“se il promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare, entro quindici giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, il diritto di prelazione e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario”.

Conseguentemente, l’esito della gara a valle della proposta di project financing consiste nel fatto che il promotore può esercitare un diritto di prelazione e fare proprio il progetto di project financing.

Le concessioni demaniali e le strutture dedicate alla nautica da diporto.

A tal punto, diventa di fondamentale importanza individuare in cosa consistano tali strutture dedicate alla nautica da diporto alle quali si riferisce il suddetto art. 183 Cod. app..

Dette strutture sono quelle di cui all’art. 2, comma 1, lettere a)  e  b),  del  decreto  del Presidente  della  Repubblica  2  dicembre  1997,  n.   509 e consistono in porti turistici, approdi turistici e punti d’ormeggio.

E’ da notare, a tal riguardo, che la programmazione dei punti d’ormeggio (la più semplice struttura della nautica da diporto) può tranquillamente desumersi dai piani-spiagge.

Questi piani rappresentano, quindi, gli “strumenti di programmazione” ai quali si riferisce l’art. 184 sopra menzionato.

Concesisoni demaniali: ben vengano le gare.

L’applicazione congiunta delle disposizioni sopra citate (art. 183 cit ed art. 2 cit.) consente di realizzare le più semplici strutture per la nautica da diporto quali i punti di ormeggio.

L’aspirante concessionario può attivare una procedura di finanza di progetto che porti all’assegnazione di una “concessione demaniale marittima” funzionale a dette strutture.

La concessione, di conseguenza, può consistere sia nella assegnazione dello specchio acqueo, sia nella assegnazione della “spiaggia”.

L’ipotesi più semplice, da questo punto di vista, è il corridoio di lancio per le imbarcazioni di recupero dei diportisti.

Ovviamente, l’estensione temporale della concessione dovrà essere determinata in funzione dei tempi di recupero dell’investimento e degli eventuali servizi connessi.

Questi ultimi possono anche consistere in servizi “market failure”, quali, ad esempio, la pulizia dei tratti di spiaggia libera o l’asportazione dei rifiuti dal mare.

Il servizio svolto in regime di “market failure”, per il concessionario, comporta un costo che può essere recuperato nel lungo periodo.

Di conseguenza, si allunga la durata della concessione demaniale.

Conseguenze dell’ipotesi prospettata.

Le conseguenze della sopra cennata ipotesi consistono nel fatto che, all’esito della procedura di project financing, il concessionario avrà la possibilità di domandare non solo una concessione per l’insediamento di uno stabilimento balneare, ma anche una concessione per l’installazione di punti di ormeggio.

Il tutto, per un periodo di tempo utile ai fini della remuneratività dell’investimento e per la sua fruizione economicamente conveniente, nel pieno rispetto del “principio della gara”.