Tuscania, paesaggio, beni culturali, beni paesaggistici

In Gazzetta la riforma dei reati contro i beni culturali.

Con la legge 9 marzo 2022, n. 22 recante “disposizioni in materia di  reati  contro  il  patrimonio  culturale”, il Legislatore riordina la materia dei reati contro i beni culturali.

La scelta è quella di inserire all’interno del Codice penale il nuovo “Titolo VIII bis – dei delitti contro il patrimonio culturale”.

Parallelamente, è disposta l’abrogazione degli articoli 170, 173, 174, 176, 177, 178 e 179 del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs.  22 gennaio 2004, n. 42).

Viene, poi, modificato l’art. 240 bis del codice penale, ampliandone la portata ai casi di reati contro i beni culturali.

Oggetto di modifica, poi, sono anche l’articolo 9, comma 1, della legge 16 marzo 2006, n.  146 (operazioni sotto copertura), il d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 (responsabilità delle persone giuridiche) e la l. 6 dicembre 1991, n. 394 (aree naturali  protette).

Nel complesso, si assiste ad un inasprimento delle sanzioni penali in materia di beni culturali e paesaggistici.

I beni culturali nel Codice penale.

La formulazione delle nuove norme incriminatrici in materia di beni culturali non è immediatamente coincidente con quelle oggetto di abrogazione, anzi.

Ad esempio, è possibile prendere in esame la nuova fattispecie di cui all’art. 518 decies, per confrontarla con l’art. 170 (abrogato) del Codice dei BB.CC.:

Art.  518-duodecies  (Distruzione,   dispersione,   deterioramento, deturpamento, imbrattamento  e  uso  illecito  di  beni  culturali  o paesaggistici)Art. 170 (Uso illecito)
Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o  in  parte  inservibili  o  non  fruibili  beni  culturali  o paesaggistici propri o altrui e’ punito con la reclusione  da  due  a cinque anni e con la multa da euro 2.500 a euro 15.000.   Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o  imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero  destina  beni culturali a un uso incompatibile con  il  loro  carattere  storico  o artistico  ovvero  pregiudizievole  per  la  loro   conservazione   o integrita’, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e  con la multa da euro 1.500 a euro 10.000.  La sospensione condizionale della pena è subordinata al ripristino dello stato dei luoghi o all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose  del  reato  ovvero  alla prestazione  di  attivita’  non retribuita a favore della collettivita’  per  un  tempo  determinato, comunque non superiore alla durata della  pena  sospesa,  secondo  le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da  euro  775  a  euro  38.734,50  chiunque  destina i beni culturali indicati  nell’articolo 10 ad uso incompatibile con il loro carattere storico  od  artistico  o pregiudizievole per la loro conservazione o integrita’.

Come è facile notare, si passa da una fattispecie di reato contravvenzionale (art. 170) ad una delittuosa (art. 518 duodecies), al di là della diversa graduazione delle pene comminabili.

In generale, come detto, il regime sanzionatorio, che è quello proprio dei delitti e non delle contravvenzioni (v., ad esempio, il vecchio art. 173 ed il nuovo art. 518 novies) ne risulta inasprito.

Anche nei casi in cui la fattispecie di reato era prevista e punita a titolo di delitto (v., ad es., l’art. 174 Cod. BB.CC.), le sanzioni vengono aggravate (v. art. 518 undecies).

Beni culturali e responsabilità delle persone giuridiche.

Per quanto riguarda le modifiche apportate al d.lgs. 231/2001, la scelta è quella di prevedere alcune fattispecie come comportanti la sola sanzione pecuniaria ed altre comportanti anche quella interdittiva.

In particolare, l’art. 25-septiesdecies irroga sanzioni pecuniarie per la violazione degli artt. 518-bis, 518-ter, 518-quater, 518-octies, 518-novies, 518-decies e 518-undecies, 518-duodecies  e  518-quaterdecies, del  Codice penale.

L’art. 25-duodevicies, però, prevede che la commissione dei delitti di cui agli articoli  518-sexies (riciclaggio) e 518-terdecies (devastazione e saccheggio) comporta sia la  sanzione pecuniaria sia la  sanzione dell’interdizione definitiva, se l’ente o la sua unità organizzativa sono precipuamente finalizzati a tali illeciti.