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Agriturismo: quale regime normativo e tributario?

Con sentenza 19 febbraio 2019, n. 1162, la sez. V del Consiglio di Stato ha fornito importanti precisazioni in merito al regime tributario applicabile all’attività agrituristica.

In particolare, l’oggetto del contendere è l’applicazione all’attività di agriturismo della TARI, tassa sui rifiuti, introdotta dall’art. 1, comma 639, l. 27 dicembre 2013 n. 147 (legge di stabilità per il 2014) e delle relative tariffe.

L’agriturismo: sue caratteristiche oggettive. L’art. 2 della legge quadro sull’agriturismo 20 febbraio 2006, n. 96, afferma che “per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali». Prima ancora, l’art. 2135, terzo comma. Cod. civ. (introdotto dall’art. 1 d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228), nel quadro della c.d. multifunzionalità dell’impresa agricola, considera «attività connesse» all’attività naturalmente agricola «[…] le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge”. L’art. 1, dal canto suo, chiarisce che l’attività agrituristica è una specificazione dell’attività agricola (cfr. Cass., III, 13 aprile 2007, n. 8851; Cass., trib., 14 febbraio 2014, n. 3455) e non un’attività assimilabile a quella alberghiera. Anche nella legislazione turistica l’equiparazione tra “agriturismo” e “attività alberghiera” contrasta con l’art. 8 del d.lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (recante il Codice del turismo), la quale norma stabilisce che le strutture ricettive si suddividono in strutture ricettive “alberghiere e par alberghiere” e strutture ricettive “extralberghiere” (tra le quali l’art. 12 Cod. tur. inserisce “gli alloggi nell’ambito dell’attività agrituristica”).

La tassazione dell’agriturismo (TARI). Di conseguenza, anche dal punto di vista tributario, l’attività agrituristica ha una sua condizione speciale: l’art. 7, comma 2, della stessa legge quadro, afferma che lo svolgimento dell’attività agrituristica nel rispetto delle sue disposizioni regionali, autorizzato ai sensi dell’articolo 6, comporta l’applicazione delle disposizioni fiscali di cui all’articolo 5 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, nonché di ogni altra normativa previdenziale o comunque settoriale, riconducibile all’attività agrituristica. In mancanza di specifiche disposizioni, si applicano le norme previste per il settore agricolo. Tale previsione di chiusura di rinvio al settore agricolo conferma (anche dal punto di vista tributario) l’estraneità dell’agriturismo all’attività alberghiera (commerciale).

Certo, non valgono nemmeno presunzioni inverse: i rifiuti dell’attività agrituristica non sono “sempre e comunque” rifiuti agricoli; se e nella misura in cui gli agriturismi producono rifiuti di tipo urbano, restano assoggettati alla TARI.

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